Ulteriori riflessioni sul Concetto Strategico NATO 2022

Approfondimento e contestualizzazione a cura di Ferruccio Di Paolo
Socio di Vallum ETS – Esperto di resilienza, gestione delle crisi e comunicazione strategica

Il Concetto Strategico 2022: cornice generale

Il Concetto Strategico adottato al Summit di Madrid del 29 giugno 2022 è l’ottavo della storia dell’Alleanza e definisce le priorità, i compiti fondamentali e gli approcci della NATO per il decennio successivo, descrivendo l’ambiente di sicurezza, riaffermando i valori dell’Alleanza e ribadendo il compito centrale della difesa collettiva.

 Il documento individua tre core tasks: 1) deterrenza e difesa; 2) prevenzione e gestione delle crisi; 3) sicurezza cooperativa. Per la prima volta definisce la Russia come “la minaccia più significativa e diretta” per la sicurezza degli Alleati, affrontando esplicitamente anche la Cina e le sfide che Pechino pone agli interessi e ai valori occidentali, oltre a definire il cambiamento climatico “una sfida che caratterizza il nostro tempo”.

L’evoluzione storica: dal 1991 al 2022

Gli Strategic Concept degli anni Novanta e Duemila nascevano in un contesto di relativa stabilità strategica: quelli del 1991 e del 1999 mantenevano ancora la deterrenza come compito fondamentale, ma la presentavano in modo assai più disteso.

Lo Strategic Concept di Washington del 1999, in particolare, nasceva dall’esperienza della guerra in Bosnia e dal primo allargamento post-Guerra Fredda, ed era pensato per adattare l’Alleanza a missioni più ampie della difesa collettiva, legittimando formalmente le “operazioni di risposta alle crisi non-Articolo 5” e individuando nuovi rischi come terrorismo, conflitti etnici e proliferazione delle armi di distruzione di massa. Tuttavia si rivelò presto insufficiente non definendo adeguatamente le principali minacce alla sicurezza dell’inizio del XXI secolo e non attribuiva sufficiente peso al terrorismo.

A Lisbona del 2010, l’ “Active Engagement, Modern Defence”, rappresentò una dichiarazione chiara e risoluta sui valori e gli obiettivi strategici dell’Alleanza per il decennio successivo, imperniata sui tre compiti essenziali di difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa, con una valutazione collettiva di minacce come la proliferazione missilistica e nucleare, il terrorismo, gli attacchi informatici e i problemi ambientali. Un elemento politicamente significativo è che la Russia vi era descritta come potenziale “partner strategico”, e i tre compiti erano presentati come formalmente equiparati, sebbene la maggior parte degli osservatori continuasse a considerare la difesa collettiva sovraordinata alle altre due.

Il confronto diretto 2010–2022

Sul piano strutturale, l’impianto del Concetto Strategico del 2022 è molto simile a quello del predecessore del 2010: alla prefazione seguono la descrizione di scopi e principi (pressoché invariata. L’analisi dell’ambiente strategico è radicalmente diverso rispetto al 2010. Una differenza rilevante riguarda i contenuti: mentre il documento di Lisbona trattava separatamente i tre compiti fondamentali, quello di Madrid li affronta in un’unica sezione

Sul piano sostanziale, il cambiamento più rimarcato dagli analisti è il ritorno alla gerarchia originaria dell’Alleanza: il Concetto 2022 recupera la tradizione precedente al 2010, ricollocando la difesa collettiva al vertice dei compiti dell’Alleanza, in linea con i principi fondativi del Trattato di Washington del 1949. Un rapporto del NATO Defense College osserva inoltre che il documento mantiene l’approccio “a 360 gradi”: presenta una nuova gerarchia di minacce: Russia al primo posto, terrorismo al secondo segnando la fine dell’illusione di un partenariato con la Mosca.

Sul fronte Cina, elemento di assoluta novità, il Concetto denuncia esplicitamente attività cinesi ostili, come operazioni ibride e cibernetiche, campagne di disinformazione, tentativi di controllare settori tecnologici e industriali chiave, infrastrutture critiche e catene di approvvigionamento strategiche,  e segnala con preoccupazione il partenariato strategico tra Russia e Cina.

Per il  tema della resilienza, è utile segnalare che il Concetto 2022 le attribuisce un ruolo nuovo e trasversale: la resilienza riceve un ruolo di rilievo nel nuovo documento, a sostegno dell’enfasi complessiva sulla difesa collettiva e sui tre compiti fondamentali. Richiamando l’articolo 3 del Trattato di Washington, la resilienza può essere considerata la prima linea di difesa dell’Alleanza, poiché società più resilienti hanno meno vulnerabilità sfruttabili da un avversario e recuperano più rapidamente dopo una crisi. Un aspetto della deterrenza per diniego, che punta a convincere l’avversario che un attacco non raggiungerebbe i suoi obiettivi.

Nonostante il nuovo contesto, l’Unione Europea continua a essere trattata con lo stesso rilievo del 2010 (le viene dedicato il paragrafo più lungo dell’intero documento), a conferma di una continuità più marcata di quanto la retorica ufficiale lasci intendere.